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Il tennis tavolo, noto soprattutto col nome popolare di ping pong, è uno degli sport di maggior diffusione nel mondo ed una specialità olimpica.
Può essere svolto a scopo ricreativo a qualsiasi età e si può giocare in luoghi ristretti, al chiuso e all'aperto.
Per la pratica agonistica sono necessari luoghi attrezzati e spaziosi. Richiede, inoltre, un'opportuna preparazione psico-fisica a causa delle sollecitazioni, sia fisiche che di concentrazione mentale, espresse nei brevi tempi di ogni scambio.
Per questo l'atleta di tennis tavolo esprime in genere doti fisiche di coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi oltre ad una certa sensibilità nel tocco.
Dagli appassionati viene spesso detto che "il tennis tavolo è giocare a scacchi correndo i cento metri". Questa affermazione testimonia che l'elevata dose di concentrazione richiesta dal gioco va abbinata ad una fulminea velocità di movimento.
Per rendere un incontro più rapido ma anche più spettacolare, oltre alla modifica nel conteggio dei punti (3 set su 5 a 11, anziché 2 set su 3 a 21), sono state apportate due modifiche:
- le dimensioni della pallina di gioco sono state ritoccate passando dagli originari 38 ai 40 mm di diametro.
- per ridurre l'efficacia del servizio, si impedisce agli atleti di "nascondere" la pallina col corpo prima di colpirla, nella fase di volo.
Una partita agli undici punti è chiamata "set" e un incontro, che di solito si svolge al meglio dei 3 set su 5, "match".
In genere i giocatori di Tennis tavolo usano riferirsi agli strumenti di gioco con termini familiari. La parte di legno della racchetta è detta "telaio", mentre i rivestimenti esterni sono chiamati semplicemente "gomme". Più precisamente ci si riferisce a gomme "lisce" o "puntinate" a seconda della presenza o meno di puntini sulla superficie, gomme da incollare con colle suggerite dai regolamenti internazionali.
- Le gomme puntinate, che in origine hanno "grip", cioè una certa "aderenza", possono essere trattate spruzzandole con sostanze spray, rendendole lisce. Questo accorgimento consente alla gomma di imprimere un effetto alla pallina decisamente imprevedibile. Le gomme così trattate non sono però regolamentari e perciò vietate durante una gara. L'industria del settore proprio per soddisfare tutte le esigenze è però riuscita a produrre questi effetti in modo originale, producendo le gomme puntinate lunghe lisce, denominate "vetrificate" perché richiamano la insensibilità del vetro agli effetti e rotazioni impresse alla pallina. Le vetrificate sono gomme assolutamente regolari in quanto approvate dalla Federazione Internazionale tennis tavolo.
- Anche le gomme lisce (prive di puntinatura) d'altronde possono essere trattate in modo irregolare, utilizzando spray commerciali prodotti per scopi differenti. In quest'ottica anche l'uso della colla fresca (per incollare le gomme al telaio) può essere considerato un trattamento irregolare poiché cambia le caratteristiche originali delle gomme, rendendole capaci di impartire più propulsione e quindi velocità. Incollare a fresco sarà consentito dalla Federazione Internazionale tennis tavolo almeno per una stagione pongistica ancora.
I giudici arbitri di incontri ufficiali valutano la correttezza dei materiali utilizzati dai concorrenti. In caso si riscontrino irregolarità si può diffidare, ammonire o addirittura sospendere un giocatore che stia tentando di utilizzare materiale irregolare.
Esistono molti produttori e diverse marche e modelli di telai e gomme. Il legno può essere di vario tipo e a strati diversi, molto diffusi sono la balsa e il legno Hinoki giapponese. I telai sono costruiti anche con strati di carbonio, kevlar, titanio e fibra di vetro; I giocatori possono consultare appositi cataloghi dove queste attrezzature sono classificate in base a tre caratteristiche:
- Controllo (control)
- Velocità (speed)
- Rotazione (o effetto) (spin)
Le gomme, più che altro quelle lisce, si consumano, perdendo grip (aderenza cioè possibilità di "agganciare" efficacemente la pallina) per produrre effetto; col tempo la gomma perde anche elasticità. Bisogna quindi sostituire periodicamente le gomme. I professionisti che si allenano due volte al giorno (circa 4-5 ore), cambiano rivestimento ogni due settimane e anche, a volte, ogni settimana per avere il rendimento della gomma sempre al 100% e non "regalare" all'avversario neanche un 10% di rotazione in meno. Dispongono quindi di gomme sempre al massimo delle loro possibilità.
Un non professionista può utilizzare la gomma più a lungo, in ogni caso la perdita di effettività della stessa dopo, per esempio, due-tre mesi a due allenamenti alla settimana, non influirà sul suo rendimento in gara. Dopo 40 ore di gioco, la gomma ha comunque perso una certa parte del suo potenziale, anche se si può ancora usare. Tanti giocatori usano gomme logore per l'allenamento e tengono le più nuove per la gara. È necessario comunque fare attenzione che non ci sia troppa differenza tra le due gomme, questo perché significherebbe allenare un gesto tecnico quasi "a vuoto"; un gesto che non verrebbe poi usato in gara. La nuova gomma richiede infatti un certo movimento. Mentre in allenamento si è automatizzato tale movimento, quasi uguale ma non del tutto, la differenza, seppur non rilevante, può essere decisiva. Questo anche unito alla differenza di "feeling" dato dal contatto con una gomma "liscia" e con una gomma nuova, dal grip elevato.
I prezzi delle gomme variano in media dai 15 ai 45 euro ognuna. I telai costano dai 25 euro ai 100 e più dei telai al carbonio. Le gomme hanno prezzi molto variabili in base alle caratteristiche ed alla qualità di gioco.
Esistono vari produttori di materiale da gioco e per le racchette si evidenziano le fabbriche Butterfly, Donic, Tibhar, TSP, Yasaka, Joola, Stiga, Stag, DHS, Friendhip, Cornilleau.
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